Visualizzazione post con etichetta tramonto. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta tramonto. Mostra tutti i post

venerdì 27 marzo 2015

Al solito posto.

3 Settembre 2014

Lo conosci quel sole giallo di novembre nel cielo cristallo?
L'aria che fredda ti entra in corpo. E in un brivido ti chiudi.
Il paesaggio scorre, alla velocità dei pensieri. Il tramonto è un sospiro, e li in quello sguardo puoi trovarci quello che nessuno sa come si chiama!

tu lo sai come si chiama?

Per un pò di giorni prima di andar via ho calcato la mia abitudine in solitario, nel solito posto.
Ho passeggiato respirando l'aria che sapevo già non mi apparteneva più.

"Questo posto è di chi sa amarlo, è come una culla per chi sa dondolarsi." mi 
dice S..
Ho immortalato gli squarci più romantici e colorati con le stesse sensazioni di chi arriva e sa di andar via presto.
Arrivai con la luna piena, vado via con la luna piena.
Arrivai lasciando un amore, vado via con un amore che mi ha lasciato.
Arrivai timido e pieno di lotta, vado via con battaglie vinte e "tecniche da combattente".
Arrivai con un profumo in cui persi i miei primi abbracci, vado via con lo stesso profumo e lo stesso abbraccio.

Ho passeggiato con C., E., C., e C., M., V., portanto tutti nello stesso mio posto per condividere in silenzio quel cielo che ogni giorno è diverso e manifesta un umore che sa spiegarti piegarti in 
due.

Ciao Siena.

domenica 4 maggio 2014

Ma l'amore è un profumo?


Guardare il meteo per sapere quando fare una lavatrice. Un sole timido ha accompagnato la mia giornata. Un capitolo un appunto un disegno e via sul balcone a vedere e rigirare i vestiti. Non profumano neanche un pò. Il sole regala i colori e gli odori segnano il ricordo.

Esco a comprare 40 gr. di tabacco secco per rollarmelo compulsivamente tra saliva e tempere di colore. L'odore della calda pasta frolla mi porta in fondo a Via Pispini da Nocino. Mi delizio con un friabile dolcetto con cuore di crema e mele. Ad A. porto un siluro di cioccolato.
Squisiti. Non resisto lo mangio non appena compio due passi per tornarmene a ingobbirmi sui libri.

Suona strano, sto progettando, prototipando e valutando la tesi. Bambini e bambini ovunque.
                                         

Graffiare la plastica per entrare in una bolla di un ricordo?
Correre. Strisciare il dito lungo una mensola polverosa, come se si volesse lasciar traccia.
La presunzione di sapere ed essere consapevoli del male e del bene.

La noia e l'assenza di pensiero mi fanno percorrere per tre volte dal corridoio alla cucina, dalla cucina al balcone, dal balcone al frigorifero. Con noia estrema lo apro, lo tengo aperto guardando ogni singolo prodotto presente, le loro scadenze. Non ho il latte e ho due bistecche scongelate da mangiare al sangue. Non c'è nessun odore neanche aprendo il frigo. Di solito tra limoni piangenti e gocciolanti, cipolle ferite non curate dalla stagnola e vendemmie alla tavernello allietano la mia malinconia.
Non chiedermi di che colore è il cielo, ma chiedimi se profuma.
Dopo questi giorni di pioggia, in cui sono annegato confondedomi scambiando il mare per lacrime, oggi si è intravisto un soffio di sax tra le nuvole rosa e arancioni. Bella la mia valle. I panni si sono asciutti.

L. ti penso. L. ti ho scritto. L. per te semino e aspetto che fiorisca qualcosa nel nostro giardino.
L. vivo nell'ombra del tuo desiderio. L. dall'ombra con una lucina voglio esserci. L. ho il mal d'amore.


L'impossibilità del fare?






But now it has happened,
no use in talking.
The silence between me and you has never had meaning.
It was. Love it, that was all that was asked.
But now it has happened,
no words for the foretime,
the desperation has made me the same,
has made me another.
Who looks at the shape of the fish
grow giant on the side of his bowl,
who walks on the terrace
observing foliage from above,
who hears the snapping of plastic
that wraps like cellophane
bare branches of climbers?
you don´t know, and I
who descend the stairs neither,
I am the same, I am another.


Vaniglia, burro e segatura