venerdì 17 marzo 2017

110 e more

Amnesia e tequila.

Volevo la toda gioia del Messico, i compagneros e l'ammore delle mangrovie, nuovamente come per il 2007.

Quanta vita intorno a me. Vedo con il cuore degli altri.
Sono inciampato. Recidivo.

Alzo gli occhi al cielo vedo tre arei volare.
Tra un pò ne prenderò uno anch'io penso. Ne prendero uno dopo 2 anni per ritornare nell'isola che non c'è. Malta.
Avrei dovuto lasciarci il cuore e invece me lo sono portato per condiverlo per tre anni tra Napoli e Firenze.

Ho gli occhi pieni di sogni e le mani vuote.
Li sbarro finche non mi lacrimano. Li chiudo e tiro un sospiro lungo quanto i 44 piani del palazzone di fronte. Questo Marzo senza tempo e senza fiato. Chiuso nell'antro di respiri multipli.

Mi ritrovo a casa, solo e senza scarpe dopo aver molestato via Pantaneto, baciato.

giovedì 29 settembre 2016

Una mattina che senti tutta sulle spalle

Esco fischiettando.

Mentre aspiro con profonda soddisfazione la prima botta di catrame della giornata con il sorriso sulle labbra, rifletto su questa frase: "Liberi , liberi siamo noi, però liberi da che cosa ..chissà cos'è..."

Mi fermo sono in anticipo, mi siedo sulla panchina che brilla di diamanti in questa giornata cristallina e gelida.
Penso a G.. Sorrido. 
Penso alla to do list del giorno e tossisco per la Marlboro rossa. Ho preso a fumare le rosse con disinvoltura, la mattina tossisco come su Bastardo mi prendesse a legnate sulla schiena.


In fila dal tabaccaio.
Un signore di mezza età con i capelli unti e puzzolenti di peroni, è fermo da un pò di minuti davanti il bancone come si sta davanti al bancone dei surgelati a scegliere la sbobba del giovedì sera.
Sapete quei giovedì sera in cui torni a casa stanco dell'umanità ipocrita e ti scongeli i tuoi bastoncini del cazzo nel microonde ?


Questa mattina la sento già sulle spalle.




venerdì 1 gennaio 2016

Fine anno 2015

Cari fottutissimi amici per quest'anno vi auguro la diversità. Che possiate cogliere le somiglianze per capire le differenze. 

Cari cosiddetti amici per quest'anno vi auguro la leggerezza. Che possiate godere senza cercare qualcosa e chiedervi chi è stato. 

Cari preziosi amici per quest'anno vi auguro desideri di filo. Che possiate desiderare siempre perchè i bisogni si esauriscono. 

Cari nemici per quest'anno, ora e sempre, vi auguro il perdono. Che possiate stringere tra le vostre mani rosari di filo spinato. 

Pregate. 


 Ciao 2015.

martedì 22 dicembre 2015

Mi cercarono l'anima a forza di botte

La notte di Halloween i fantasmi di un povero diavolo senza nome si sono catapultati su di me. Estraniato mentre mi coprivo le tempie, incassavo.
Mi piegavo, mi rialzavo, cantavo nella testa "Più non arrossii nel rubare l'amore..."

Il vino trasforma l'uomo a sua immagine e somiglianza.

Sentivo G. urlare e nella mi testa A. inveire contro: "DAIIIII Diretto destro, diretto sinistro e gancio, culla e gancio sinistro".
Ma intanto incassavo barcollando. Non reagivano più.

Estraniato pensavo: "A rubargli il mistero di una mela proibita..."

Un pugno di rancore mi rimane in mano!


Io penso e questo accadrà che
 "Quando la fortuna sorride a una cosa violenta e turpe come la vendetta, sembra essere la prova assoluta non solo che Dio esiste, ma che stai facendo la sua volontà."









Compagni di....

Dicembre 2014

Il mio compagno di stanza adotta nei miei confronti un atteggiamento alquanto STRANO:
- Entra in camera mentre studio e si fa il segno della croce.
- Entra in camera e dice qualcosa di cattolico in latino
- Entra in camera e dice abbiate fede.
Dice che è diversamente cattolico, e io sono agnostico.
Vuole indottrinarmi? ha visto in me il nuovo cristo? Non capisco perchè lo faccia....
VOI CHE DITE?
Tutto sommato gli voglio bene come quando trasformo il vino in vomito.

Mattonelle, Ciglia e l'autunno più piumoso che conosco.

21 Settembre 2015

L'autunno ha bussato finalmente.
Quest'anno in maniera inaspettata coperto dalla carta velina rosa di quest'estate. Irrompente e pesante come questa nebbia a Mi.


Ho preso un melograno e l'ho stretto forte per berne gocce che scivolavano dalle nocche.
Benvenuto Autunno, brindato a Bo e arrivato più a Nord.
Godo del tuo piccolo sole e dei tuoi frutti.
Intanto immersa tra sciarpe rosa e viola di lana a trama grossa con le sole ciglia visibili vedo G.

Cos'è che manca?

Ballare in cucina. Preparare una cena sul balcone: cacio e pepe. Tondi e porosi paccheri annaffiati da un vinello. Tenerla per i fianchi e baciare il so sorriso. Guardarla mentre sogna chissà mentre mi scruta da quelle ciglia che carezzerebbero ogni sguardo.
Con un vestitino rosso e leggera sulle punta dei piedi G. apparecchia per due con la luce di una candela in un barattolo di vetro. Adoro.

Parliamo delle sue paure, parliamo delle sue mancanze. Io sorrido. F. viene e gli offriamo del pecorino con del miele. Ho un confronto con lui, studia più o meno le stesse cose che ho studiato io: interaction design.

G. mi guarda e brindiamo. Questi pochissimi mesi di serendipity e mattonelle mi fanno sentire pieno con lei. Non chiedo nulla. Sono sereno...

Una mattonella di pochi centrimetri per i nostri piedi per esprimerci nel mondo.
Una ciglia lunga e ruvida da stringere nei polpastrelli per trattenere la gioia.

Mattonelle e ciglia. Quanta energia creativa.
Desideri ne ho, stelle perse e ritrovate. Alla mia luna dal sorriso a tagliola ho parlato e mi ha fatto l'occhietto.
Sogno o son desto?

Lei sorride. G. al mattino le bacio il sorriso, gli occhi e il naso.








Ho un immagine in testa e non riesco a parlarne

Sembra che il tempo che passa senza guardare l'orologio quando arrivi maggio si profuma di libri e giardini.
Al piano di Ciranő e Romeo seduti a terra tra i scaffali di libri, a gambe divaricate, a parlare di come immaginare come saremmo da grandi.
        Sembra che il tempo che passa senza contare le nuvole nelle nostre menti quando arrivi maggio si profuma di frolla e fiori bianchi e si ferma a tremare.
Nel labirinto di Cicerone dal C80 al C84 su di una scala a mangiar ciliege e a pensare a un giardino pieno di lucine.
Sembra che maggio lo trattenga il tempo e lo trascina con se. Respira, vive..
Questo perche siamo a maggio. Ma i suoi fratelli e sorelle della costellazione di questo tempo, non sfuggono neanche al loro tempo, essi non ci sfuggono.
Irrompe come un tonfo nel petto
Siamo sfuggiti o solo io ne sono rimasto intrappolato?


Apparentemente calmo.
Ho sognato impiccati. E come sempre adoro il flusso di coscienza.
Per me puoi prendere la statale. Verrò a guardarti per ricordarmi della dignità.
Sei nuda ormai. Dannato il tuo sguardo che per un pà ha fatto i miei giorni.
Rimane il silenzio e la vanità di quel caldo pomeriggio di Giugno. Umido, frettoloso, ubriaco, indenne.


05/2015
Il mese delle fragole



lunedì 15 giugno 2015

Il primo giorno

Le segretarie conoscono l'esperienza e l'usabilità
Il mio tutor mi ha dato il compito di annaffiare la pianta.
Il mio nuovo e forse primo vero lavoro:

come nella vita si critica e si analizza con scrupolo e dettaglio

sabato 28 marzo 2015

Dicono che durante la nostra vita abbiamo due grandi amori.

Uno con il quale ti sposerai o vivrai per sempre, può essere il padre o la madre dei tuoi figli: con questa persona otterrai la massima comprensione per stare il resto della tua vita insieme. E dicono che c’è un secondo grande amore, una persona che perderai per sempre. Qualcuno con cui sei nato collegato, così collegato, che le forze della chimica scappano dalla ragione e ti impediranno sempre di raggiungere un finale felice. Fino a che un giorno smetterai di provarci, ti arrenderai e cercherai un’altra persona che finirai per incontrare. Però ti assicuro che non passerà una sola notte senza aver bisogno di un altro suo bacio, o anche di discutere una volta in più. Tutti sanno di chi sto parlando, perché mentre stai leggendo queste righe, il suo nome ti è venuto in mente. Ti libererai di lui o di lei e smetterai di soffrire, finirai per incontrare la pace, però ti assicuro che non passerà un giorno in cui non desidererai che sia qui per disturbarti. Perché a volte si libera più energia discutendo con chi ami, che facendo l’amore con qualcuno che apprezzi.
Paulo Coelho


venerdì 27 marzo 2015

La gente è uno spettacolo e se non c'è me la invento

10 Ottobre 2014

Tutti chiusi nei loro pensieri, a strusciare il pollicione  o a scrivere frenticamnte .
Lo faccio anch'io.

Siamo tantissimi. Mi affascina incrociare lo sguardo degli sconosciuti.
Li guardo e cerco di immaginare cosa hanno fatto, dove stanno andando e  il loro umore.

In questi giorni una signora è diventata una strega che cercava di mandarmi un sortilegio da lontano, l'altro ieri c'era un gladiatore che sembrava stesse distruggeno con una mano il suo telefono e ancora vedo le fatine.
Queste ragazze deliziose, con ciglia lunghe e occhi nocciola, che stringono un libro al petto.

Si scene alla metro, e al bivio c'è chi sceglie i farsi trascinare e chi sceglie i scavalcare.
In fiòla si fanno trascinare opo una giornata chissa come vissuta, io salgo sempre le scale.

Mangio un panzerotto in cui potevano evitare di mettere il rosmarino nel sugo e nella mozzarella e un paio di pizzette. Nel tanto ascolto  un suono che ultimamente ho imparato a riconoscere il kazoo.
Sento cantare un ragazzo che dice guarda il cielo e mi fa pensare che io lo faccio spesso.

Oggi era cristallo. Un freddo tagliente nel naso e l'orizzonte limpido. L'ho notato durante una tabaccata sul balcone comune vicino le macchinette del caffè. C. non c'è.
Qui incontro il mio amico giornalista immaginario. Occhiali tondi, secco con la camicia di misura buona di spalle ma larga. Fuma nervosamente e con gusto. Si vede è un tabagista, scambiamo due luoghi comuni e poi subito entro lasciando morire la mia Ms.

Si io lo faccio semrpe guaro il cielo, che sia grigio, bianco, o nero come me quando annuso pioggia dal buco della mia persiana.

Un homless mi chiede da fumare. Gli offro due tiri, rifiuta.
Getto la mia, mi giro mentre vado e la prende lui per fumarla.
Mi chiedo se ho la faccia dello stronzo.

Mi dirigoverso la metro per tornarmene a casa dopo una giornata di bugs.
In metro sale un uomo che borbotta nei suoi 50 cm di altezza. NOn ha le gambe ma una busta che gli copre il mezzo busto. Ha le mani nere e odora di benzina. Per farsi spazio borbotta. Ogni tanto si ferma e porge il bicchiere accartocciato di cocacola. Non ti guarda negli occhi. Gli porgo quello che ho, accenna a uno sguardo. Ha gli occhi celesti e si abbinano bene a quell'odore che trascina. Si ferma e si mantiene aggrappandosi al pavimento. Fermata Gioia. Esce un armonica e anche con quella borbotta qualcosa, penso sia un modo per ringraziare. Immagino il Vietnam e forse non centra un cazzo. Va via, la gente evita di guardarlo e fa spazio. Scende.

La sera prendo la candela rossa e mi cospargo i palmi di cera calda.
Do forma a un pensiero fragile come la cera che si stacca senza sforzo e dà sollievo.
Gioco con la candela tutta la sera. L'indomani sul tavolinetto bianco è uno schizzo di notte.

Farò della mia anima una nuova cera e un bambino con cui giocare.

In un giorno l'anno scorso

17 dicembre 2014


"Crocevia della morte per la morte tu sei come, tutte le persone che si incontro, la distanza ci rende intoccabili..."

PLAY ->



Dopo un anno siamo diventati intoccabili.
Dopo un anno non ci sei. A volte dico, ancora, altre dico, non c'eri neanche quando esistevi nella notte con me.
Dopo un anno, in questo sudicio natale alle porte, che ancora una volta si presenta sudato e freddo, nella nebbia di goccioline, non ci sei.
Dopo un anno, è ritornato, fradicio a farmi ricordare quei mattoni rossi di Siena umidi e verdi, Chet.

Io ti canto. Come Maggio, ancora con il piumone, io ti canto questa canzone.

Cosciente dei cambiamenti e delle coincidenze, sento freddo.
C. mi scrive di guardare la luna, che era innamorata di me insieme  a lei, e veste addosso ancora la mia anima.
M.T. mi manda i suoi dipinti a olio, e spera che io stia bene.


Continuerò ad evitare gli spazi d'approfondimento.



Oggi, guardo l'unico albero che piange foglie dal mio balcone. Il tempo passa, è ciclico. Aspiro a pieni polmoni l'ultima boccata. Sembra un portacenere il mio giardino e il cocco continua a rimanere vuoto.

Dopo esattamente un anno anche ieri sera ho bevuto.
Una ragazza mi ha baciato le mani. Gli "Oi" fischiavano il vento e urlavano la bufera.
Mi lasciavo trasportare dalla goliardia, mentre notavo forme animali nei volti delle persone che mi circondavano. Scimmie, anatre, puma e zoccole.
Ero in un presente accostato ad un passato. Ieri ed oggi non sono mai stati così netti.
Prendi un uovo ben sodo, un coltello a punta e taglialo in due parti uguali.
La sezione dell'arancione e del bianco, del tuorlo e dell'albume, sarà distinta e netta.
Ora, guarda con distacco cosa sembra inseparabile all'apparenza.

Il cielo è bianco e le coperte sono ancora calde.
Mi innaffio di caffè dopo quattordici ore di sonno.
Parlo con D..

Scaccio l'ansia prendendola a calci in faccia con violenza.
Oggi mi dico "Io da grande voglio fare l'Ozio".






Senza di te tornavo, come ebbro,
non più capace d'esser solo, a sera
quando le stanche nuvole dileguano
nel buio incerto.
Mille volte son stato così solo
dacché son vivo, e mille uguali sere
m'hanno oscurato agli occhi l'erba, i monti
le campagne, le nuvole.
Solo nel giorno, e poi dentro il silenzio
della fatale sera. Ed ora, ebbro,
torno senza di te, e al mio fianco
c'è solo l'ombra.
E mi sarai lontano mille volte,
e poi, per sempre. Io non so frenare
quest'angoscia che monta dentro al seno;
essere solo.
(Pasolini)

















Giarrettiera e pugilato

10 Febbraio 2014


Sono innamorato regalo oro e cioccolato.

M. è bella al mattino come un cucciolo di tigre protetto sotto le coltre di un piumone caldo.
Quanta voglia di fare, di scoprirsi, di amare, di preservare un amore voluto, preteso che sia reso indelebile.

Buon compleanno.


Un bacio una porta semiaperta e guantoni green hill abbinati al completino sexy.

Facciamo l'amore tutta la notte.

L'indomani sono 29 e lei già va via.

Al solito posto.

3 Settembre 2014

Lo conosci quel sole giallo di novembre nel cielo cristallo?
L'aria che fredda ti entra in corpo. E in un brivido ti chiudi.
Il paesaggio scorre, alla velocità dei pensieri. Il tramonto è un sospiro, e li in quello sguardo puoi trovarci quello che nessuno sa come si chiama!

tu lo sai come si chiama?

Per un pò di giorni prima di andar via ho calcato la mia abitudine in solitario, nel solito posto.
Ho passeggiato respirando l'aria che sapevo già non mi apparteneva più.

"Questo posto è di chi sa amarlo, è come una culla per chi sa dondolarsi." mi 
dice S..
Ho immortalato gli squarci più romantici e colorati con le stesse sensazioni di chi arriva e sa di andar via presto.
Arrivai con la luna piena, vado via con la luna piena.
Arrivai lasciando un amore, vado via con un amore che mi ha lasciato.
Arrivai timido e pieno di lotta, vado via con battaglie vinte e "tecniche da combattente".
Arrivai con un profumo in cui persi i miei primi abbracci, vado via con lo stesso profumo e lo stesso abbraccio.

Ho passeggiato con C., E., C., e C., M., V., portanto tutti nello stesso mio posto per condividere in silenzio quel cielo che ogni giorno è diverso e manifesta un umore che sa spiegarti piegarti in 
due.

Ciao Siena.

domenica 14 dicembre 2014

2.42

Play ~》 The Touch of Your Lips


La pioggia di oggi ha lasciato del bagnato e sul marciapiede le luci di natale sembrano così riflettere più festose.

Entriamo.

Il teatro brilla e io la seguo come se fosse una cometa.
Mi tiene il mignolo e mi sorride. Mi trasporta disinvolta ai nostri posti. A3 e A4 unica fila. Soli.

Il sorriso lucente tra le labbra rosse e il suo vestito altrettanto peccaminoso, attirano gli sguardi altrui.
Sorride, è impeccabile penso.
Un vestito rosso che lascia scoperta una linea che scende fin dove posso immaginare. 
Con una scusa le sfioro la schiena per indicarle altri posti a sedere. Lei socchiude gli occhi. Sfilo la rosa dal taschino e la infilo tra i suoi ricci. Continuo a tenerle la mano e la curva della sua schiena con tutto il suo peso che spinge contro la mano. L'avvinghio per un casqué, mentre mugolo sorridendo un motivato tra il romantico e il divertente.
Le faccio cadere la rosa e lei la segue con lo sguardo mentre morbidamente rimbalza rossa di bocciolo sul carpet. D. si rigira come se si fosse accorta dei morsi che le stavo per dare al collo.
La guardo brillare negli occhi, abbassa leggermente lo sguardo e sorride. Le carezzo le gote e mi fermo sul suo neo, quel neo alla distanza di un bacio. La tendo, mi avvicino, la bacio cercando la carnosità del suo labbro inferiore.
Io contro lei, sotto la piccola insegna dell'uscita di sicurezza.
In un attimo, penso,mi sciolgo nei brividi di quelle notti al mare.
Lo aspettava quel bacio, appena ci tocchiamo entriamo nel vortice viola e rosso del morbido velluto.
Riapriamo gli occhi e mentre ci guardiamo sentiamo applaudire. Con sorpresa ci sorridiamo, non siamo noi lo spettacolo.Raccolgo la rosa, la risistemo e lei con il pollice mi toglie il rossetto dalle labbra. Mi sorride, mi riprende il mignolo e mi dice andiamo non senti applaudire è cominciato.



sabato 13 dicembre 2014

La vita di un estintore

Ogni giorno alle 16.30.
O. si alza manovra le chiavi e chiede con cordialità in ufficio: Caffè?
Non rispondo mai e neanche mi alzo. Adoro il caffè, ne bevo almeno cinque o sei al giorno, e lui lo sa. Allora ripete: "Lorenz" caffè?

Io, con aria sollevata rispondo sempre di si. Raccatto il tabacco, l'accendino e gli spicci e scendo con loro. Con andare lento e sollevato ci dirigiamo alle macchinette del caffè.
C'è un estintore davanti le macchinette del caffè. G. dice sempre che vorrebbe una vita da estintore.
Allora lo guardiamo e immaginiamo. Una vita che potrebbe durare un giorno, una vita da spendere per salvare persone, una vita che ha portato morte, una vita da impiccato appoggiato a un cartongesso, una vita in silenzio.

Mentre scendo le scale di parquet, leggo D.. Si interessa alla mia giornata. A volte mi chiedo perché.
In fondo mi fa molto piacere. E mi ritrovo a sorridere.

E. è sempre sorridente, mi parla mi racconta aneddoti divertenti. Inumidisce sempre le labbra, mi sistema il cappotto, mi stringe la spalla. Sembra una ragazza dolce e ilare.
Nonostante il mio scadente inglese, come le zuppe di ravioli in scatola del discount, mi ascolta quando le parlo dei film e della cucina italiana.
Quando tenta di parlare in italiano, l'immagine che ho di lei è quella di una prostituta straniera in terra italiana.

Vita di un estintore.

Mi accompagnano a fumare, sul balconcino.
O. che ha tatuato sull'avambraccio Friendship, è molto saggio, lo ascolto sa dare buoni consigli. Sembro irrequieto. Sembra che anch'io corra a vuoto. Sembra che stia annaspando.
Devo mascherare ancora per bene la mia natura. La perfezione non esiste e io ne sono anche un esempio.

Vita di un estintore.


mercoledì 17 settembre 2014

Una balena che invecchia.

Davanti il parabrezza, guardando verso l'alto tre stelle in fila parallele alla strada ss100 coponevano un cielo marino. La nuvoletta sotto era una piccola balena e le tre stelline l'acqua che il bel balenottero sfiatava.

I colori erano una pozza di azzurri, viola celeste, blu indaco e violetto. La coda della nuvola, era ritta e, più si percorreva la strada più sembrava voler sbattere contro il resto di quel cielo mare. Ho iniziato a immaginare che quella nuvola mi averebbe seguito fino a casa.

Dormire è la migliore cura.
Questo pensavo mentre tornavo dalla città dei trulli.
Ben sistemati e ordinati tra fiori colorati in cassette della frutta, telai per maglioni di lana per freddi di inverni che scaldano sotto soffitti a cono. La passeggiata è stata allietata dal burro fragrante cotto e mandorlato.

Torno a casa con solo tre zampe del ragno sul petto.
Attendo altalenante tra un entusiasmo umile di voler fare e l'insicurezza del passerotto al suo primo volo, lo spiccare del mio nuovo percorso.

Nella mia città natale, ho respirato con la pesantezza dell'aria densa i ricordi di una vita di un infanzia che non finisce.
Il respiro pesante di sigarette rollate con cura, creavano nuvolette in cui specchiarsi. Lì rivedevo e riconoscevo le urla in lontananza dei bambini nei vicoletti. Lì rivedevo le mattonelle di strega e lo stregone che raggiunge la sua amata. Lì ho rammentato la polvere mangiata e gli schiaffi per sigarette che spiravano borotalco.

E' un dato di fatto, si invecchia. L'orrore dello sfaldarsi del corpo: il desiderio dell'immortalità non può curare un'anca che vacilla o la demenza senile.

Quella balena è invecchiata con un colpo di vento e quello che rimane saranno le tre stelline, il suo passaggio nel cielo della mia vita.


Per arrivare all'alba non c'è altra via che la notte...
(cit. nel cesso dell'autogrill della SS 167)

Sensation experience_Lo snob non mi renderà snob

Sono pronto a vendere le mie idee, a sentirmi parte di qualcosa più grande di me, al confronto di fantasia e realizzabilità, all'apprezzamento e alle smorfie di mancato consenso e delusione.
Elettrizzante, stimolante, ricca di opportunità, fashion, diversamente abitabile, multiculturale.

Vogue Fashion Night 2014: si entra nei negozi come se essi fossero musei.
Una massa di volti, di dettagli e di carne in mostra.


Cagnette con il pelo tirato e senza pedigree. Mantelle nere di uomini ai tempi del colera, barbe curate e sopracciglia impeccabili. Donne che inumidivano le labbra come pantere davanti alla preda.
Bestie e fate. Una serata piacevole andante con bocca che si è riempita di stupore, occhi che si sono nutriti di voglie, sensi che vogliono iniettarsi di tutto.
Un senso di sicurezza si è instillato in me stesso.

Sono bello e truce, nessuno cambia mai, si è sempre un'altra versione di noi stessi.



La promessa che faccio a me stesso è umiltà, semplicità, audacia e intelligenza.
Questo viaggio da cui tutti hanno cercato di distogliermi, creando muri di gomma e paure, proiettando le loro perplessita su di me o a volte giocando con i fili delle mie paranoie, sono lo strascico.
Questa strada poco battuta presa a occhi semi aperti dopo un periodo di buio, di rabbia e sdegno che ho abbandonato è la mia rivalsa.

Lo strascico della sposa malata che ha succhiato il mio amore, è bianco e calpestato.

lunedì 15 settembre 2014

Non me la sono scopata

 S. viene a trovarmi. Lei come tante la solita storia. "Sei una persona meravigliosa, hai un cuore grande L.. Sei splendido." Le preparo una cena vegana: patè di carote, patè di carciofi e patate bollite.

L'ascolto mentre gira del marocchino sul balcone. Mi guarda sorniona e ride. Io le sorrido, mentre rimane fuori a sospirare oriente le preparo il letto. Mi racconta dei sogni, della Bolivia e di una nostra comune conoscenza che ha messo al mondo una piccola creatura.
Da qui tutta la sua passione dei parti in acqua. "Lo devi curare questa sensibilità senza farti sciupare dalle energie che tirano via la tua fiducia nel prossimo, non tutti sono buoni come te"

Mi sento come un bimbo. Sto zitto, mi tolgo i calzini mi accuccio e l'ascolto. S. cammina scalza anche su balcone. S. dorme solo con un maglietta. S, mi sorride e mi accarezza.
Non abbiamo fatto l'amore, gli si guardavano con tenerezza sapendo che poteva accadere. Sorridevamo.
La buonanotte.

giovedì 28 agosto 2014

Torno ad accasciarmi alla finestra di girasoli sulla mia valle. Ti piacciono le conchiglie?

Ogni volta sempre peggio.
La mia anima porta il peso di tutta la sensibilità. Sguardi che non si incrociano per trattenere lacrime.

Il ragno sul petto di questa mattina mi aveva avvertito che la tela aveva catturato qualcosa.
Dieto i mie grandi fanali Rayban (16/17) ridevo ma non riuscivo neanche a dire ciao, a presto.
Un abbraccio non forte, due carezze e un ci vediamo presto.
Forte come un leone e coraggioso come una tigre.

Devo dimostrarlo a me stesso, ora come ora puoi solo farti scudo della sicurezza d’appoggio che ti offrono gli altri. Il cambiamento.

Vogliamo pensare al destino? Alle coincidenze ? Le ultime lacrime quelle che ricordo mi hanno innaffiato per bene il terreno. Tutti ricordano coincidenze importanti, perché non ci riesco?
Sono stanco di pensare, di tessere, di aspettare.
La "mia prima donna" che ti tratta male per non piangere non ti guarda e non dice niente ti abbraccia solo.
Il mio "caporale" che batte 5 e io che rido.
La "regina del casato" e i "piccoli principi" che mi chiedono neanche parto, ma quando torno. Vorrei tutti dove vado: vorrei le persone nel luogo in cui vivo meglio.
La fiducia non ha prezzo.
Io che non so cosa sia la fiducia nei rapporti so che è semplicemente inestimabile ecco perché non riesco a darla ai comuni mortali. Ho un nodo in gola ora è sorrido.
Stanotte ho evitato tanti pensieri e mi sono accorto che non si può elemosinare nella solitudine e nella tristezza amore. Nel bene e nel male; al di là del bene e del male deve esserci amore. Io sono pazzo d'amore.

L'ho persino scritto sulla porta della mia camera.

"Bisogna cercare di alleggerire l'animo.
Il mio essere porta con se tuto il peso delle cose sensibili." 
C.
"Ti piacciono le conchiglie?. Voglio farti uno scacciapensieri"

Inutile camuffarsi due occhioni grandi e tristi e, la sensibilità di quella donna, accasciata come un cane al mobile, mi guardava abbandonata. Piangeva, piangeva lei. Come se fosse stato l’ultimo nostro saluto. L’ultimo.
“Quando facciamo un’altra mangiata?”… Me ne stavo andando senza salutare.
F. rideva, nei suoi piccoli occhietti da cinese, non riuscivo a distinguere se rideva per non commuoversi o perché mi sono emozionato.
La sensibilità è un dono di pochi."