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martedì 28 agosto 2012

Campus Party Berlino 2012

Play prima di leggere:
(Leit motiv del campus)


Un vero e proprio festival della tecnologia.Le notizie, le parole, le voci, i twitter correvano più veloci del pensiero.
All' Aeroporto di Berlino-Tempelhof , la realtà virtale era più tangibile di quella vissuta.Personalmente ho esperito amicizia, simpatia, passione e rispetto.
 Ho avuto modo di conoscere "spiriti" e coscienze intelligenti.


Tante menti collegate ad un computer a condividere l'innovazione, tante menti in conferenza a condividere l'intuizione per rendere l'europa un posto migliore.
Berlino è stata la capitale adatta, una città smart, all'avanguardia e viva 24 ore su 24.
Il nostro gruppo dell' università degli studi di Siena ha colto appieno l'opportunità 
di potersi confrontare con l'Europa.
La "tendopoli" non era composta da persone ma da cervelli simbiotici con macchine, robot, 
computere consolle.Guardare i robot e gli artefatti, che vorrebbero emulare il soddisfacimento 
dei nostri bisogni o aiutarci nella perfezione, mi fa sorridere.
Rimane la voglia di superare se stessi, al di là del pensiero e delle azioni.
Non temere il cambiamento, perchè è così veloce che sembra di vivere
nell'ansia di quello che sta per accadere. Godiamo, condividiamo e rispettiamo le proprie e altrui idee.
Nelle varie conferenze, mi pareva di ascoltare tra le righe:
 “Stay hungry. Stay foolish".
Sono i sogni che rendono vivibile il mondo, realizzarli con le nuove tecnologie ci rende desti.







mercoledì 11 luglio 2012

Noi parliamo come il ragno tesse la ragnatela

Sostene teorie dell'acquisizione grammaticale e del linguaggio è come tessere una ragnatela.
La  rete dei nodi si dirama dal continuo sonoro alla relazione di oggetti ed eventi, dal liquido amniotico al pelo pubico adolescenziale, dalle protoparole ed olofrasi all'apprendimento di lingua straniera L2.
Niente è lasciato al caso, tutto predeterminato biologicamente. Per esigenze di comunicazione complessa o per moduli innati visto che la grammatica non ha vantaggio dal punto di vista evolutivo, perchè la comunicazione, questo mettere in comune, è sempre e rimane comunque la babele dell'incomprensione?
L'uomo in tutte le determinazioni nozionistiche che ha avuto, rimane nelle stesse determinazioni che ha voluto assegnarsi cioè un essere autogenerante.
Nell'interazione, nell'ambiente e nella società, l'uomo determina l'agire e si autodetermina nell'agire: un processo di autocostruzione le cui fondamenta sono l'evoluzione. Un'autocostruzione.
L'essere umano è unico nel suo linguaggio.
Saper discriminare e distinguere l'intenzione dall'eccitazione motoria, la parola dal contesto in cui è proferita lo rendono il giocoliere che media tra fantasia e realtà.
La stessa capacità d'esprimersi nelle arti, nella cucina, nelle tecnlogie è l'irreprimibile di un intelligenza viva. Non possiamo essere immobili, l'autotrasformazione o l'autogenerarsi è irreprimibile. L'uomo è al di là del bene e del male, così come quel che si fa per amore che è al di là del bene e del male.
L'azione è linguaggio e il linguaggio è azione.
Se non avessimo il linguaggio non potremmo neanche agire per scrivere il nostro pensiero.
Siamo autogeneranti perchè con il linguaggio possiamo crearci e reinventarci e allo stesso tempo avere ricadute sulle stesse azioni al di là del tempo e dello spazio, nell'evascenza la cui esistenza è postulata nella nostra stessa morte. Questo perchè noi siamo dotati anche di una memoria che ci permentte di ricordare costruendo logicamente concetti ancorati a sensazioni.


Come animale domestico terrei un bell'essere umano, non importa se di razza o meno. (Rileggendo questa affermazione mi sento un oggetto).
Lo accudirei, gli darei da mangiare, bere, lo terrei al caldo d'inverno e al fresco d'estate, ma non gli rivolgerei mai la parola. Alcun imput ricco, nessuna interazione linguistica, nè gestuale nè fonetica, niente. Se è vero che il linguaggio è irreprimibile dovrebbe creare lui con me un sistema.
Un sistema, credo, che sicuramente inizierebbe a basarsi su vocalizzazioni il cui contenuto è il bisogno, e quindi io senza sapere di che bisogno si tratti a tentativi dargli cosa gli serve e quindi attribuire già un intenzione condivisa al suo "segnale".
E se lo tenessi con tutto quello di cui ha bisogno chiuso in una camera di vetro? Sarebbe capace di badare a sé?
Progetti per il futuro: ricerche sul terzo reich.

Mowgli


sabato 21 aprile 2012

Cognizioni, tecnologie e sostenibilità

Il giorno dopo quel giorno, il giorno dell'esame, sarebbe stato il mio compleanno.
Avevo voglia di regalarmi un bel voto per il mio primo esame.
E fu ventinove. Il mio primo esame preparato lavorando e con una casa appena fittata da sistemare.
Centocinquanta paginette, otto slides scaricate da internet e questo è tutto per il non frequentante.
La mole di studio non mi spaventava, il tempo a disposizione un pò si.
Quindi 150 meno indici e glossari, meno approfondimenti, considerando la radice quadrata della larghezza delle parole e applicando il periodico di approfondimento che non leggero mai, se non nel mio tempo libero: CE LA POSSO FARE. Ce la devo fare. Ce la farò.
Era più una sfida con me stesso passare il mio primo esame della mia magistrale.
Il lavoro era penoso, non scrivevo, come si dice in gergo tra noi e la motivazione sotto i piedi. Sette ore della mia vita giornaliera a parlare con gli sconosciuti.
Le restanti ore le dividevo tra riposo, mensole, discussioni, piatti sporchi. Ah...dimenticavo, e lo studio.

Riprendere a studiare ha significato, riprendere a disegnare, a scoprire il colori a pastello a spirito, i colori , i temperini e i fogli. Ha significato spolverare il non - sense: frasi senza senso lasciate scorrere a velocità tonali variabile, da diluire al mattino tra veglia e sonno o alla sera mentre preghi già il Signore per farti passare l'esame anche se non hai ancora iniziato a studiare.

L'amore per la ciliegia è un paiolo pieno di pirati.

Ecco un esempio pensate sia creatività o un disturbo serio?

Formulare frasi mai sentite prima è una strana sensazione. Combinare in modo infinito elementi finiti, le parole, pur rispettando un ordine e delle regole, è la facoltà più strabiliante del mondo. I bambini hanno molto da insegnarci, perchè noi ora potremmo farlo seguendo i binari dell'interpretazione o del senso.

Vado a fumare uno scorpione nel mare di un faro appena spento su una candela.

L'avevi mai sentita?

Perchè ci riusciamo?
Ad un numero finito di regole dovrebbe corrispondere un numero finito di combinazioni.
Ad un numero finito di significati dovrebbe corrispondere un numero finito di implicazioni.
Siamo sette miliardi sulla terra se non ho sbagliato a contare, MI STATE DICENDO CHE AVREMO INFINITE IMPLICAZIONI PERSONALI DI SIGNIFICATO PER VIA DELL' UNICITA' E IRRIPETIBILITA' CHE OGNUNO DI NOI POSSIEDE?

Non ha senso la frase. Supponiamo che non abbia senso, in considerazione del fatto che non ha riscontro nella realtà, nessuna intenzione di riferirsi a cose reali, nel senso di connessione tra eventi che possano davvero capitare. Perchè la comprendiamo e riusciamo a immaginarla e ognuno di noi riesce a immaginarla in maniera diversa?

Il cane che abbaia nel muro ha udito lo spartito delle scale mobili.

Non ho bevuto, non ho fatto uso di sostanze superfacenti. Mi vengono A RUOTA LIBERA.
Eppure le parole non sono legate tra loro per associazione tematica o tassonomica.
A cosa è dovuta la profezia?

Le parole stesse sono artefatti per interpretare quello che non si può spiegare?
Sono estensioni dello spazio e del tempo.

Immaginare le parole e far immaginare con le parole è la sensazione più sbalorditiva del mondo.
Io ce l'ho. Anche tu. Solo noi umani abbiamo la capacità di risolvere problemi, tramite estensioni corporali: dalla parola a internet.

All'esame non ho detto tutte queste cose. Il docente è stato squisito, e io onesto con lui.
Mi ha chiesto l'unica slide che non ho letto. E' fortuna o caso?
29
Lo studente lavoratore è stato molto contento e deve ringraziare un angelino che sa quando vuole prendersi cura di lui.

L'esame lho fatto in un vecchio ospedale psichiatrio.



c'è connessione tra gli eventi non appartenenti al nostro scorrere della vita e i fatti che vogliamo far accadere nella nostra vita? Se si il loro coincidere come si chiama?